TEMI – Infertilità: proteggere il proprio benessere

Desiderare un figlio e non riuscire ad averlo è un’esperienza molto stressante, che può spingere soprattutto le donne a mettere in questione il senso della propria vita e del proprio valore e a vivere isolamento, sensi di colpa, impotenza. Spesso, al dolore e alle difficoltà si aggiungono il giudizio negativo per essere ‘diversi’ dagli altri e il senso di colpa per essere arrivati tardi a cercare un figlio o anche, a volte, di aver scelto di non averne uno in un periodo precedente della propria vita. Questi pensieri appesantiscono una situazione in cui la tensione e la fatica sono già molto alte. Proprio in questa circostanza è importante coltivare tutti gli aspetti che possono aiutare a proteggere il proprio benessere e mantenere la positività nella propria vita. Tra questi, un ruolo importante ha la compassione verso di sé, o self compassion, ossia la disponibilità a dare a se stessi, soprattutto in momenti di sofferenza, lo stesso tipo di attenzione, cura e gentilezza che saremmo soliti riservare alle persone amate che si trovano in una condizione simile. Capita, infatti, a tanti di sperimentare che nei confronti delle proprie debolezze e difficoltà si tende ad essere duri e poco indulgenti e a rimproverarsi quando non si riesce subito a reagire. Al contrario, nei confronti delle persone care è molto più semplice avere un atteggiamento comprensivo, di ascolto e di protezione.

La self compassion è stata studiata da una ricercatrice americana, Kristin Neff che, a partire dal 2003, ha osservato come per provare compassione verso di sé bisogna coltivare tre abilità: 1) la capacità di trattarci con gentilezza, comprensione e perdono (per esempio, cambiando intenzionalmente il modo di parlare di noi stessi, sostituendo un linguaggio duro e poco comprensivo con uno più accettante e tollerante); 2) la capacità di vedere le proprie esperienze negative e i propri difetti come comuni a tutti e non come qualcosa che ci rende diversi, ‘difettosi’; 3) la capacità di affrontare e contenere le proprie emozioni e pensieri dolorosi, sapendole riconoscere e gestire piuttosto che iper-identificandosi in esse e facendosene trascinare. Secondo la Neff e gli studiosi che hanno successivamente analizzato questo parametro, coltivare la self compassion aiuta a generare emozioni di gentilezza verso se stessi e a sentirsi connessi agli altri, piuttosto che diversi e distaccati. Avere compassione verso di sé aumenta il proprio benessere emotivo e induce maggiore felicità, ottimismo, sentimenti positivi, saggezza, curiosità ed interesse personale. Si tratta di stati d’animo sempre importanti che, nel contesto dell’infertilità, aiutano a ridurre le emozioni negative che si provano, a ridurre le tensioni nel corpo e a rimanere in connessione con gli altri piuttosto che chiudersi nella propria sofferenza.

 

Annunci